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Full text of "La vestale ballo tragico"

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LA  VESTALE 

BALLO  TRAGICO 


DI 

SALVATORE    VIGANO 


DA    BAPPRESENTARSI 

SULLE    SCENE 
DEL  GRAN  TEATRO  DELLA  COMUNE 

nella  primavera  dcW  anno  1820. 


Digitized  by  the  Internet  Archive 
in  2013 


http://archive.org/details/lavestaleballotrOOunse 


PERSONAGGI. 


GIULIO  SILANO 

Sig   F  ali  crini  Girolamo.   (    Consoli. 
LICiiMO  MUhKNA  ( 

Sig.  Nichli  Carlo. 
MET  ELLO  PIO  ,  arci  flamine  . 

Sig    Bocci  Giuseppe  . 
DECK)  3  figlio  del  Console  Murena* 

Sig    Bianchi  Giovanni  . 
CLAUDIO,  amico  di   Decio  * 

Sig.  Rigano  Giulio  • 
Senatori  . 
Flamini . 
Atleti  . 
Aubighi  . 
Saltatori  . 
Littori  . 
Soldati  . 
Popolo  . 
Schiavi . 
EMILIA  ,  vestale  . 

Sig.  Pallerini  Antonia  « 
Vestali. 
Matrone  . 
Schiave  . 


La  scena  e  in  Roma 


Le  Scene  sono  tutte  nuove  >  disegnate  e  dipinte 

dalli  signori 

Professore  Basoli  Antonio  ,  e  Burcher  Gaetano. 


aa  PERSONAGGI  BALLERINI . 

Inventore  e  Compositore  del  Ballo 
Sig.   VIGANO'    SALVATORE. 
frinii  Ballerini  Serj  Assoluti 
Signor  Scotti  Pietro  Signora  Pallerini  Antonia 

Primi  Ballerini    Serj 
Signor  Vigano  Giulio        Signora  Bummel  Vigano  Marianna 
Prima  Ballerina  per  le  Parti  Erokhe 
Signora  iiocci  Maria 
Primi  Ballerini  per  le  parti  Eroiche  estratti  a  sorte 
Signori  Nichli  Carlo         Bocci  Giuseppe        Bianchi  Giovanni 
Primi  Ballerini  per  le  Parti  giocose 
Signora  Vigano  Celestina         Signor  Pallerini  Girolamo 
Primi  Ballerini  di  mezzo  carattere 
Signori  Toncini  Domenico     Massini  Federico     Chiocchi  Odoardo 
Scalabrini   Francesco     Calvi  Luigia     Nichli  Maria     Bellani 
Margherita     Romanelli   Marianna      De-Paolis  Teresa     Cat- 
tenacci  Luigia     Budoni  Maria     Carboni  Maria  . 
Altri  Ballerini 
Signori  Benichi  Giosuè     Denzi  Carlo     Hebert  Giacomo     Gentili 
Filippo     Garetti  Metilde    Arcelasea  Luigia    Crescentini  Irene 
Ravina  Lucia     bavaglia  Annunziata     Rizzo  Eugenio     Fac- 
chini Giuditta     Gentili   Giovanna     Venturi   Davide  . 
Fanciulli  Ballerini 
Signori  Ghedini  Federico     Sangiovanni  Carlo     Depaolis  Giovanni 
Ghedini  Adelaide     Pallerini  Celestina     Lange  Orsola      San- 
giovanni Girolama     Malpezzi  Anna  . 
Ballerini  di  Concerto 
Signori    Sedini  Luigi  •  Signore  Masa  Maria 


Boretti  Giovanni  Scotti  Costanza 

Pezzoli  Pompeo  Gandini  Teresa 

Beneggi  Francesco  Torelli  Margherita 

Torelli  Gennaro  ;  Dall'  Armi   Manetta 

Malpezzi  Biagio  Marzari  Giovanna 

Puntiroli   Pietro  Ballotti  Carlotta 

Orologieri  Giuseppe  Facchini   Maria 

Boschi   Luigi  Leclerch  Catterina 

franceschini  Francesco  Gagiotti  Antonia 

Araldi   Luigi  Boggi   Chiara 


Bravosi    Paris  Mori  ni   Giustina 

Mauro  Giovanni  I  Bona  Angela 

Sedini   Luigi  j  Orologieri    Isabella 

Dujardin   Paolo  |  Gandini  Paola 

Morini  Giuseppe  •  '  Gandini    Luigi?  . 

Oilan  li  Giovanni     Formigli    Giovanni     Castrucci  Giovanni 
Mattioli  Giuseppe     Budoni   Pietro. 

C0&  NUMbRQ  ioo.  FIGURARTI. 


a3 
ATTO     PRIMO. 

Circo  . 


R 


.Scorrendo  l'anniversario  delle  fes  le  cereali  9 
sì  celebra  una  tale  solennità  eolla  lotta  e  colla  cor- 
sa delle  bighe  alla  presenza  de5  Consoli ,  de'  Sena- 
tori ,  delle  Vestali  e  del  popolo  romano  .  Termina- 
to questo  spettacolo,  i  Flamini  offrono  sagrifizj  di 
ringraziamento  agi5  Iddìi  ,  e  le  Vestali  fanno  le  usa- 
le libagioni  sovra  le  palme  e  le  corone  destinate 
a'  vincitori  ,  innalzano  fervide  preghiere  al  cielo 
perchò  siano  sempre  conceduti  alla  Repubblica  gio- 
vani così  prodi  .  Compiuto  il  sacro  rito  ,  si  distri- 
buiscono i   premj  . 

Fra  gli  atleti  vincitori  si  trova  Decio  Ci)  ,  fi- 
glio del  console  Murena  .  Mentr'  egli  viene  premia- 
to ,  la  Vestale  Emilia  lascia  trasparire  la  compia- 
cenza dell'animo  suo,  effetto  di  nascente  amore; 
e  Decio  similmente  coli'  eloquenza  degli  sguardi  le 
fa  conoscere  che  per  lei  sola  gli  è  dolce  quel  pre- 
mio . 

I  saltatori  ,  a  diverse  maniere  contraffatti  ,  chiu- 
dono la  festa  . 

ATTO    SECONDO. 

A  vp  art  cimento  nella  casa  del  console  Murena  . 


!), 


^ecio  ,  pensoso  e  mesto  ,    ritorna    dal    circo 
alla  casa  paterna  .  La  riportata  corona    non    ha  per 


(i)  S?  la  storia  è  qui  notabilmente  alterata  ,  si  spera  cìie 
l'indulgente  spettatore  vorrà  di  leggieri  con  portarlo  ,  ed  as» 
divedo  alla  difficoltà  di  trovare  un  intreccio  più  lodevole, 


*4 

lui  nessuna  attrattiva  ;  egli  non  ha  presente  all'  ani- 
mo se  non  l5  immagine  d'  Emilia  ;  tutti  i  suoi  voti 
sono  ad  essa  rivolti  :  ma  bene  egli  vede  1*  impossi- 
bili là  d'  appagarli  ,  e  già  s'  abbandona  al  più  pro- 
fondo dolore  . 

Sopravviene  il  padre  suo  ,  accompagnato  da 
varj  Pairizj  ,  e  seguito  da' suoi  schiavi,  per  dar  li- 
bero sfogo  alla  sua  gioja  ;  ma  vedendo  il  figlio  co- 
sì costernato  ,  non  sa  che  mai  si  debba  pensare  • 
Decio  però  ,  alla  vista  del  genitore  ,  procura  di  ri- 
comporsi ,  e  gli  fa  supporre  che  le  fatiche  sostenu- 
te nella  lotta  sieno  la  cagione  del  suo  abbattimen- 
to .  Egli  sei  crede  ,  e  fa  domesticamente  solenniz- 
zare la  vittoria  del  figlio  con  uno  splendido  ban- 
chetto ,  con  suoni  e  con  danze  ;  dopo  di  che  tutti 
si  ritirano  ,  ad  eccezione  di  Claudio  eh'  è  trattenu- 
to da  Decio  . 

L'  inconsolabile  Decio  confida  all'  amico  il  se- 
greto del  suo  cuore  ,  e  protesta  di  volersi  uccidere, 
giacché  non  gli  rimane  speranza  alcuna  di  possede- 
re P  oggetto  delle  sue  fiamme  .  Ma  Claudio  ,  fatto 
incautamente  pietoso  ,  lo  distoglie  da  sì  terribile 
proponimento  ,  palesandogli  eh'  egli  conosce  una  via 
sotterranea  che  mette  al  tempio  di  Vesta  ,  e  pro- 
mettendogli di  condurlo  per  essa  nella  prossima 
notte  a  rivedere  la  bella  Emilia  .  Allora  il  tenero 
amante  riprende  spiriti  e  fiducia  ,  abbraccia  ripe- 
tutamente P  amico  ,  e  pieno  d' impazienza  seco  lui 
se  ne  parte  « 


25 

ATTO    TERZO 

Tempio  di  Festa  . 

Innanzi  al  simulacro  della  Dea   arde  il  sacro 

fuoco  • 

Notte. 

JLjmilia  ,  per  sua  sciagura  ,  veglia  hi  questa 
notte  alla  custodia  del  sacro  fuoco  .  La  solitudine 
ed  il  silenzio  la  invitano  a  meditare  sopra  il  suo 
stato  .  Ella  sente  che  ama  ,  e  ben  comprende  che 
la  sua  condizione  di  Sacerdotessa  le  vieta  un  amo- 
re profano  \  ond'  è  che  atterrita  si  prostra  innanzi 
itila  Dea  ,  e  invoca  il  suo  favore  .  Già  pare  che  una 
dolce  calma  acqueti  il  suo  cuore;  ma  l'amoroso 
travaglio  a  poco  a  poco  si  ridesta  ,  e  tanto  si  av- 
viva ,  eh' ella  vaneggiando  parla  a  Decio  ,  come  se 
questi  fosse  a  lei  presente  ,  e  gli  manifesta  la  ter- 
ribile pugna  de'  suoi   affetti   co'  suoi   dovari  . 

Frattanto  s'inoltra  Decio  stesso,  accompagnato 
da  Claudio  ,  che  subito  retrocede  per  vegliare  all' 
ingresso  del  tempio.  All'improvviso  apparir  dell' 
amante  ,  la  misera  Emilia  si  sbigottisce  ,  e  fa  per 
involarsi  .  Ma  Decio  1'  arresta  ,  impiega  tutte  le  per- 
suasioni che  gli  suggerisce  1'  amor  suo  ,  per  ricon- 
fortarla ,  e  le  propone  di  fuggire  con  esse  .  Emilia  , 
compresa  da  terrore  a  proposizione  sì  fatta  ,  corre> 
a'  piedi  del  simulacro  e  1'  abbraccia  ,  onde  scampa- 
re da  tanto  pericolo  .  Decio  crede  allora  di  non  es- 
sere riamato  ,  e  s'  allontana  da  lei  co'  segni  dell' 
estrema  disperazione  .  L'  infelice  Vestale  ,  a  quell' 
atto,  cade  svenuta  a  pie  dell'  ara  .  Decio,  commos- 
so ,  ritorna  indietro,  la  soccorre,  e  con  giuramen- 
to si  obbliga  <X1  obbedire  a  qualunque  suo  cenno  . 


26 

Ma  la  saera  fiamma  intanto  si  è  spenta  .  Tn  e»s- 
primibìle  è  la  costernazione  dei  due  amanti  .  Ir* 
questo  mezzo  ode  Emilia  la  voce  ,  per  lei  scono- 
sciuta ,  di  Claudio  ,  il  qual  viene  ad  avvertir  P  ami- 
co che  è  tempo  di  partirsene  ,  e  poi  quella  d  alcu- 
ne Vestali  che  s'  avanzano  alla  volta  del  tempio , 
sì  eh' ella  vergognando  di  sé  e  spaventata  ricade  sul 
terreno.  Deeio  e  Claudio  rimangono  smarriti  in 
quella   oscurità  . 

Entrano  allora  le  Vestali  colle  loro  lucerne  . 
Ma  quale  è  lo  stupore  di  esse  in  veggendo  eli' è 
spento  il  sacro  fuoco  ,  che  Emilia  è  prosi  e  su  sul 
suolo  ,  e  che  due  uomini  si  nascondono  nell'  augu- 
sto ricinto  ! 

Decio  vorrebbe  metter  riparo  a  sì  funesto  con- 
trattempo ,  scongiurando  le  sacre  Vergini  a  non  pa- 
lesar nulla  di  quanto  esse  hanno  veduto:  ma  Clau- 
dio, che  teme  per  sé  e  per  1'  amico  ,  a  forza  lo 
strascina  fuori  del   tempio  . 

Non  prima  sono  questi  fuggiti  ,  che  ,  chiama- 
ti dal  remore  ,  accorrono  i  Sacerdoti  coli'  A  rei  fla- 
mine .  Le  più  giovani  fra  le  Vestali  ,  con  quella 
innocenza  eh5  è  propria  deli*  età  loro  ,  rivelano  su-v 
bito  ogni  cosa.  L'  Arciflamine  arde  di  furore  ,  con- 
segna la  rea  a'  suoi  ministri  ,  e  ,  annunziandole  la 
morte  ,  la  toglie  alle  sue  compagne  ,  le  quali  da 
lungi  la  seguono  con  amare  lagrime  . 


27 
ATTO    QUARTO 

Bosco  sacro 
diligilo  al  collegio  de'  Flamini  ed  al  tempio  . 


D< 


'ecio  e  Claudio  entrano  cela  tamente  nel  sa- 
cro bosco  ,  onde  spiare  della  sorte  d5  Emilia  .  Claudio 
s'  avvicina  ai  collegio  de5  Flamini  ,  e  subitamente 
ritorna  all'  amico  avvisandolo  che  i  Sacerdoti  s'  a- 
vanzano  per  giudicare  la  infelice,  e  che  bisogna 
ritirarsi  .  Decio  impallidisce  ,  ma  risoluto  essendo 
di  liberare  1'  amante  sua  o  di  morire  insieme  con 
esba  ,  s'  invola  con  Claudio  a  fine  di  preparare  tut- 
to quanto  è  necessario  al  compimento  de' suoi  dise- 
gni . 

Di  mano  in  mano  arrivano  i  Flamini  e  le  Ve- 
stali ,  e  quindi  i  Consoli  ,  a' quali  PArciilamine  es- 
pone il  motivo  che  qui  li  raduna  .  x4llora  compa- 
risce Emilia  in  mezzo  a'  littori  .  Ella  viene  esami- 
nata e  dichiarata  colpevole  ;  ma  invano  si  tenta  di 
farle  palesare  il  complice  del  suo  delitto:  se  non  che 
Decio  stesso  ,  vinto  dalla  disperazione,  corre  aJ  pie- 
di del  console  suo  padre  ,  confessa  P  error  suo  ,  e 
lo  scongiura  a  distruggere  la  barbara  legge  che  con- 
danna la  misera  Vestale  .  Le  sue  parole  agitano  tut- 
ti i  cuori  ,  ed  eccitano  universale  bisbiglio  .  Ma 
PArciflamine  ,  non  mettendo  tempo  in  mezzo  ,  pro- 
nuncia la  fatale  sentenza  ,  strappa  d'  indosso  alla 
delinquente  le  insegne  sacerdotali  ,  la  copre  d'  un 
negro  velo  ,  e  la  rispinge  da  sé  qual  vittima  ese- 
cranda .  Poi  ,  fatto  intendere  al  console  Murena  , 
che  il  figlio  di  lui  ben  conosce  l'inviolabilità  del 
rito  ,  e  che  si  ripromette  dalla  sua  prudenza  eh'  e- 
gli  saprà    rispettarlo,  segue  la  Vestale    insieme    col 


a8 
sacro  collegio.  Gli  altri  si  ritirano  da  lati  opposti: 
ma  nel  Console  si  riconosce  T  estrema  afflizione 
die  u}i  reca  il  delitto  del  figlio  :  e  gli  atti  di  Uc- 
cio fanno  presagite  tutii  gli  eccessi  d  un  uomo  die 
non  ha  più  nuììa  da  sperare  né  da  perdere  su  que- 
sta terra  . 

ATTO     QUINTO 

Campo  scellerato  . 

ijrla  per  tutta  Roma  si  è  sparsa  la  notizia 
della  sentenza  pronunziata  contro  la  Vestale;  sic- 
ché da  ogni  parte  il  popolo  afflitto  accorre  a  que- 
sta volta  per   vederne  1'  esecuzione  . 

D'  indi  a  poco  s'  avanza  il  convoglio  funebre  , 
composto  de'  Ministri  del  rito,  dell'  Arciflamine, 
del  console  Silano  ,  delle  Vestali  e  de'  soldati  ;  fi- 
nalmente viene  la  rea  ,  circondata  da'  Littori  . 

L5  Arciflamine  innalza  allora  una  preghiera  agi' 
Iddii  ,  per  impetrare  la  loro  tutela  sopra  l'Impero, 
esposto  a'  più  gravi  infortuni  dalla  colpa  dell'  im- 
pura Vestale  ,  Poscia  egli  medesimo  conduce  la  vit- 
tima infino  al  limitare  della  tomba  ov' ella  debb' 
essere  innanzi  morte  sepolta  ,  e  là  rassegnatala  all'e- 
secutore della  giustizia  ,  le  volge  imamente  le  spal- 
le ,  e  si  ritira  iu  disparte  - 

La  infelice  ,  compianta  da  tutti  ,  viene  calata 
nell'  eterno  suo  carcere  ,  che  è  subito  chiuso  cou 
grave  marmo  , 

In  questo  punto  irrompe  in  mezzo  all' attonita 
moltitudine    il  forsennato    Decio  ,    seguito    da    uno 
stuolo  d'armati  ,  e  risoluto  di  salvare,  a  costo  del- 
la propria  vita  ,  i  giorni    d'Emilia  .    Egli  cerca  da 
piima   d'   intenerire  il  cuore    dell'  Arciflamine;    e 


23 

Tion  YÌ  riuscendo  ,  s'  avventa  contro  dì  lui  per  uc- 
ciderlo :  ma  il  suo  colpo  cade  a  vuoto,  ed  egli 
stesso  è  mortalmente  ferito  dalle  guardie. 

Giunge  in  questo  measo  il  console  Murena  , 
credendo  d?  essere  ancora  in  tempo  a  frenare  1  au- 
dacia del  Gglio;  ma  visto  da  lungi  il  miserabile 
caso  ,  si   sofferma  inorridito  . 

Decio,  fra  i  tormenti  dell'agonia,  si  strasci- 
na sulla  tomba  d'  Emilia  ,  e  quivi  spira  ripetendo 
ancora  1'  ama  io  nome  ,  ed  empiendo  tutti  gli  astan- 
ti di  dolore  e  di  raccapriccio  . 


3» 

ATTO  SECONDO. 

SCENA    PRIMA. 

Ir  cario  }  e  Sibari  . 


v; 


Ire.     V  ieni  ,  Sibari  . 

Sib.   E  dove? 

Ire.   A  Tamiri  . 

Sib.   Perchè  ? 

Ire.  Voglio  che  a  lei 

Discolpi  il  mio  rifiuto  . 
Sib.  E  come  ? 
Ire,  A  lei 

Scoprendo  il  ver  :  tu  le  dirai  eli'  io  V  amo  , 

Che  per   non  ber  la  morte 

La  ricusai  . 
Sib.  Senti:  (al  riparo)  il   tuo  parlar  scompone 

Un  mio  pensier  ,  che  può  giovarti  . 
Ire.  E  quale  ? 
Sib.  Al  tuo  cenno 

Su  T  Eufrate  non  hai 

Navi  ,  seguaci  ,  ed  armi  ? 
Ire.  E  ben  che  giova  ? 
Sib.  Ai   reali  giardini  il  fiume  istesso 

Bagna  le  mura  ,  e  si  racchiude  in  quel, 

Di  Tamiri  il  soggiorno,  ove  tu   voglia 

Col   soccorso  de'  miei 

L'impresa  assicurar,  per  tal  sentiero 

Rapir  la  sposa ,  e  a  te  recarla  io  spero  . 
Ire    Dubbia  è  1'  impresa  . 
Sib.   Anzi  sicura . 
Ire,  Parmi  che  a  poco  a  poco 


3s  ATTO 

Mi  piaccia  il  tao  pensier ,  ma  non  vorrei  .  • 
Sib.    Io  coi    miei  lidi 

Dell5  Eufrate  alle  sponde 

6oi lecito  sarò  :    ivi   ti   rendi  . 
Ire.  A  momenti  verrò,  vanne,  m'attendi,  (1) 

SGENA   SECONDA. 

Tami ri  3  e  Mirteo  . 

Tarn     lYJLirteo  ,  non  lusingarti  :  io  ben  conosco 
Tutti   i   meriti   tuoi  :  quanto  io  ti   deggio 
In   faccia   al   mondo  intero 
Sempre  confesserò;   saprò   serbarti 
Pei  fin  eh'  io  viva  ,  un'  amistà  verace  : 
Ma   bei  talee   mi   piace 
Sol  per  lui   di  catene  ho  cinto  il  core  . 
Mir.   Ma  la   ragion? 
Tarn.  Ma  la   ragione  è  amore  . 

JD'  un  genio  che  m'accende 
Tu  vuoi  ragion  da  me  ? 
Non  ha  ragione  amore , 
O  se  ragione  intende 
Subito  ,  amor  non  è  . 
Un  amoroso  foco 

Non  può  spiegarsi  mai: 
Dì ,  che  lo  sente  poco  , 
Chi   ne  ragiona  assai  , 
Chi  ti  sa  dir  perchè .  (2) 
Mir*  Ah  che  l'amor  purtroppo 
M  accieca  in   tal  momento  , 
Ne  conosco  ragion  che  mi  sottragga 


(j)  Parte.  (2)  Parte  . 


SECONDO .  33 

All'imperiosa  forza  che  m'accende, 
E  clie  la  palma  a  questo  cor  contende  .  (i) 

SCENA    TERZA. 

Campagna  su  le  rive  dell'  Eufrate,  con  navi. 
Mura  de'  Giardini  Reali  ,  da  liti  lato  con  cancelli 
aperti  Sciti  armali  ,  parte  sulle  navi  ,  e  parte  su 
la  riva  del  fiume. 

Sibaìi  ì  con  Coro  dì  seguaci  >  poi  Ir  cario  . 


silenzio  fra   V  orror 
Guida   a  noi   P  ardir   si  fé: 
IVel   soggiorno  dell  amor 
Inoltriamo  cheti   il   pie  , 
Già   la   beltà 
In  placido  sopor 
Posando  sta 
Si   rapirà 
Si   fuggirà 

D'  Ircano  allora   il  cor 
Esulterà 

De'  suoi   rivali   allor 
Trionferà  . 
Ire.  Tutto  amici  ,  n'arride 

L'ombre,  il   silenzio  ,  questa 
Remota  parte  della  Reggia  appresta  , 
A  noi  certo  trionfo  :  ah  sì  che  ognora 
Più  bella  a  sguardi  miei  ,  più  il  cor  l'adora 
Lievi  o  zefiiri  dJ  intorno. 
Aleggiate  al  caro  bene  , 
Sorridete  a  lei  serene 
Liete  immagini  d'amor. 

(1)  Parte  .  3 


34  ATTO 

Sarai  mia  fra  pochi  istanti 
O  delizia  del  mio  cor  . 
JVe/   ritirarsi   incontrano   le   Guardie  Assire  >  che 
tosto  gì*  investono  >  ed  incominciano   una   zuf- 
fa che  viene  dispersa     Ir  cario  >  e    Mirteo  ven- 
gono combattendo  >  il  primo  cade  y    e    V  altro 
lo  disarma  . 
Mir.  Cedi  il  ferro ,  o  t/  uccido  . 
Ire.   A  me  V  acciaro 

Non  toglierai  ,  se  non  rimango  estinto. 
Mir.  No  ,  no  ,  vivrai  ,  ma  disarmato  ,  e  vinto .    (1) 
Ire.  Crudel  destino  ! 
Mir.  Assiri 

Al  Re  lo  Scita  altera 
Prigionier  conducete  . 
Ire.  Io  prigioniero  ! 
Mir.  Sì  ,  fremi  traditor  . 
Ire.  Di  mie  sventure 

Sarà  prezzo  il  tuo  sangue  . 
Mir.  Eh  di  minaccie 

Tempo  non  è  :  grazia  ,  e  pietade  implora  . 
Ire.  Grazie  ,  e  pietà  !   farò  tremarti  ancora  • 
No ,  non  son  vinto  ancora , 
Non  sei  di  me  più  forte  , 
Benché  1  avversa  sorte 
Tradisce  il  mio  valor. 
{In  braccio  a  mille  smanie  (2) 
Sento  che  l'alma  freme, 
Tutte  le  sento  insieme 
Tutte  d'  intorno  al  cor  .  ) 
Mir.  Sei  prigioniero  . 

Ire.  E  vero  . 

Mir.  Tra  ceppi  al  Re  si  guidi 


(1)  Lo  disarma.         (2)  Da  $e  . 


SECONDO.  36 

Ire.  Vedrai  per  Babilonia  , 

Scorrere  a  rivi  il  sangue  , 
]V3a  te  superbo  esangue  , 
A' piedi  miei  vedrò.  (^1) 
Coro  . 
Cedi  Signor  già  vedi 

Che  il  minacciare  è  vano 
L'  ardire  troppo  è  insano  , 
Salvarti  ornai  non  può  . 

SCENA    QUARTA, 

Mirteo  y  poi  Sibari  . 

Mir.   \Juanto  ti  deggio  amico  . 
Sib.  ÌJ  opre  dovute 

Alcun  merlo  non  hanno  . 
Mir.  Che  fido  cor  !  ^ 

Sib.  (  Che  fortunato  inganno  .  ) 
Miri  Ecco  un  rivai   di  meno  , 

Per  te  mi    trovo  . 
Sib.  Il  tuo  maggior  nemico  9 
Non  t*  è  noto  però  . 
Sci  talee  è  quello  , 
Che  col  nome  d* Idreno 
Ti  rapì  la  germana  . 
Mir.  Oh  Dei  ,  che  dici  ! 

D'  onde  Sibari  il  sai  ? 
Sib.  Noto  in  Egitto 

Egli   mi  fu  . 
Mir    Potresti  errar  . 
Sii*.  Non  dubitarne  è  desso. 
3 

(1)  Parte  fra  le  guardie. 


36  ATTO 

Mir.  Ab  la  pugna  s'affretti  , 

Si  voli  a  Nino  ,  il  tradì tor  s'  uccida  . 
Ardo  di  sdegno . 

Non  soffre  1  ira  mia  freno,  e  ritegno. 
No  ,  più  soffrir  non  voglio 
Quel   temerario  orgoglio  , 
CoJle  sue  furie  orrende 
Troppo  il  mio  sdegno  accende  % 
Troppo  mi   desta  orror  . 
D?una  germana  il  sangue 
Or  chiede  a  me  vendetta , 
Il  tradì  tor  esangue 
Ir  ombra  sdegnosa  aspetta 
Che  le  trafisse  il  cor  .  (i) 

SGENA    QUINTA. 

Gabinetti  Reali  . 
Semiramide  ^  poi  Ircano  . 


No. 


Sem.  J-lol  voglio  udir.  Da  questa  Reggia  Ircano 

Parta  a  momenti  .  Egli  perde  nel  vile 

Tradimento  intrapreso 

Ogni  ragione  all'  Imeneo  conteso  • 
Ire.  Io  partir  ?  chi  1'  impone  ?  (a) 
Sem    Nino  lo  vuol ,  ti  basti . 
Ire.  Ma  qui  non  \enni  , 

Per  obbedire  a  Nino  ,  invan  contrasti 

Se  rimaner  mi  giova 

D'  un  Ircano  al  voler  con  cenni  alteri  : 

.Voglio  veder  Sci  talee  .  . . 


(i)  Partono.        (2)  Di  dentro* 


SECONDO.  3y 

Sem.  Invan  lo  speri  . 

Parti  de'  cenni  miei 

Ragione  a  te  non  rendo  : 

Vanne  ,  così  pretendo  , 

E  ti  farò  tremar  . 
Ire.  Tremi  al  tiranno  impero 

L'Assiro  al  giogo  avvezzo , 

Il  tuo  furor  disprezzo  , 

E'  vano  il  minacciar . 
Sem.  11  provocar  mio  sdegno  , 

Quanto  è  fatai  rammenta  ! 
Ire.  Feroce  a  questo  segno 

Nino  1'  orgoglio  ostenta  ? 
Tu  sai  chi  son  ,  tu  sai 
[  Che  contrastarmi  è  vano 5 

\  Se  più  resisti  avrai 

Forse  a  pentirti   ali  or  . 
Deh  non  sia  de'  giorni  miei 

Questo  giorno  il  più  funesto! 

Qtial  cimento  eterni  Dei 

Di  sospetto,  e  di  dolor  • 
Ire.  Venga  Sci  talee  . 

Sem.  Ah  taci 

Ire.  Ragion  mi   renda. 

Sem;  (  Oh  pena  !  ) 

Frenar  mi  posso  appena  , 

Ho  mille  furie  in  cor  . 

Fra  V  orrido  mistero  , 

Qual  nube  il  ver  nasconde  ? 

Tal  smania  ,  un  duol  più  fiero 

Non  ho  provato  ancor  .  (1) 


\ 


(1)  Ircano  parie  ■ 


38  ATTO 

SCENA    SESTA. 
Mirteo  3  e  Semiramide  » 

Mir.  KJve  s?  asconde  ? 

Che  fa  Sci  talee  ? 
Sem.  La  Principessa  offesa 

Tace  ,  e  solo  Mirteo  pugnar  desia  ? 
Mir.  Tu  pensi 

A  difender  Scitalce  ;  egli  t'  è  caro  , 

Questa  è  la  cura  tua ,  tutto  mJ  è  noto  . 
Sem.   Che  favellar  ? 
Mir.  Risolvi. 
Sem.  T'  appagherò  :  m'  attendi 

Nelle  vicine  stanze  ,  e  ti  raffrena . 
Mir.  Indarno  il  chiedi .  (1) 
Sem.  Che  vuol  dir  quel  sdegno  ? 

SCENA   SETTIMA. 

Scitalce  y  e  detta  . 

Scit.  Jlj  fin  a  quando 

Deggio  un  vile  apparir?  m'uccidi,  o  rendi 

Al  braccio  ,  al  pie  la  libertade  ,  e  P  armi  . 
Sem.  Ah  siamo  entrambi 

In  gran  periglio  .  Io  temo  , 

Che  Mirteo  ci  conosca  . 

Sollecito  riparo 

Chiede  la  sorte  mia  ,  pensaci  ,  o  caro  ♦ 
Scit.  Rendimi  il  brando  , 

Lasciami  dunque  in  libertà  . 

(»)  Parte  . 


SECONDO.  3g 

Sem.   Un  periglioso  scampo 

Questo  saria  .  Ve  n' è  un  miglior. 

Odimi  sol . .  . 
Scit.  Parla  . 
Sem.  E  che  vuoi  eh'  io  dica 

Se  m'ascolti  così?  Finch' io  ragiono, 

Placa  quell'  ira  ,  o  caro  , 

Modera  quel  dispetto 

Prometti  di   tacer . 
Seti.  Parla  ,  il  prometto  . 
Sem.  Or  senti  . 

Se  la  tua  man  mi  porgi  •  .  . 
Scit.  Che  la  mia  man  ?  .  .  . 
Sem.   Rammenta 

Che  dei  tacer  . 
Scìt.   (Oh  tolleranza!) 
Sem.  Se  la   tua  man  mi  porgi 

Tutto  in  pace  sarà  . 

Oh  viver  fortunato 

Oh   dolce  uscir  di  vita  , 

Con  V  idol  mio,  col  mio  Scitalce  unita? 
Scit.  (  Se  men  la  conoscessi 

Al  certo  io  crederei  .  ) 
Sem.    Perchè  non  parli  ? 
Scit.   Promisi  di  tacer  . 
òem.  Tacesti  assai  . 

Così  rispondi  ?  e  qual  favella  è  questa  ? 
Scit.  Vuoi  dunque  che  risponda?  odimi:  esposta 

Degli   uomini  allo  sdegno 

Ali   ira  degli   Dei  , 

Prima  d'esserti  sposo  esser  vorrei  ... 
Sem    Taci  ,  ingiurie  novelle  udir  non  voglio  9 

Custodi  ,  olà  rendete 

il   brando  al   prigionier  ,  libero  sei,  fi) 


(1)  VpngoìiQ  le  guardie  ,  una  rende  t  elmo  > 


4o  A  T  T  O 

Va  pur  ,  dove  ti  guida 
Il   tuo  cieco  furore  ,   vanne  ,  ma  pensa  , 
Gli'  oggi   ridotta  alla  sventura  estrema 
Vendicarmi  saprò  ,  pensaci  ,  e  trema  .  (i) 

SGENA    OTTAVA. 

Scitalce  ;  poi  Mirteo,  e  Coro  di  seguaci . 

Scit    JL/ove  son  ?  che  ascoltai  !   tanta  fermezza 
Può  mostrar  chi   tradisce  ?  ...  oh  Dei  !  se  mai 
Ingannato  mi  fossi  ? 
Se  mi  fosse  fede!  ?  se  tanti  oltraggi 
Soffrisse  a  torto?  eli  che  sou  folle!  e  dunque 
Maggior  fede   io  dovrei 
A  suoi  detti  prestar  che  agli  occhi  miei  ? 
Si  detesti  si   fugga  eterno  ohblio 
Copra  un'  indegno  amor  :  ah  lo  poss'  io? 
Sospirar  ancor  ti   sento 

Per  1'  ingrata   p  debil  cor  , 
Gemi  ancora  in    tal  momento 
Ripensando   al   primo  amor  . 
Ah  rammenta  il   tradimento 
Spegni   in   seno  il   vile  ardor  , 
E  mai  più  .  .  .  (2)  Ma  per  la   Reggia 
Qual  di  trombe  squillo  eccheggia  ! 
E  1   istante   del   cimento 
Si  risvegli   il    mio   valor .   (3) 
Coro»    Vieni  che   tardi   ornai 

Vieni   non   più  che   fai 
Il   Re,  Tamiri  ,  ii   Popolo 
T'attendono  a  pugnar  < 


la  spada  a  S  ci  talee  ,  f  aura  gli  toglie  le  catene 
(1)  Parte.  (2)   Ttcuibc  da  varj  lati» 

(3)  Esce  Mirteo  con  Seguaci  . 


SECONDO,  4! 

Scit.      Si  verrà  ,  paventa  audace 

A  punirti   io  volo  in  campo  , 
Là  superbo  al  vivo  lampo  , 
Tremerai  di  questo  acciar  . 
Incerto  palpito 
Il  cor  ni'  assale  , 
Smania  più  barbara 
Contrasto  eguale  , 
Chi  mai  nell'  anima 
Chi   mai  provò  . 
Se  resto  insidiami 
Quel  volto  altero  , 
Se  parto  nr  agita  , 
Un  duci  più  fiero 
Parlar  risolvere  , 
Oli  Dio  non  so  . 
Coro.      Agitato,  ha  il  cor  nel  petto, 

Dall'affanno  e  dall' onor  .  (1) 

SCENA   NONA. 

Anfiteatro  con  cancelli  chiusi  dai  lati  ,  e  Trono 
eia  una  parte  :  dopo  maestosa  Marcia  dei  Grandi  ,  e 
ideile  Guardie  :  Popolo  spettatore. 

Sibari  s  Ir  cario  9  e  poi  Semiramide 
che  va  in  Trono  . 

Ire.  J\  forza  io  passerò  ,'  to'  del  cimento  (a) 

Trovarmi  a  parte  anch'  io  . 
Sem.  Così  partisti  i 


(1)  Partono  tutti  . 

(2)  Le  guardie  tentano   invano   di   contendere 


V  ingresso  ad  Jrcano  • 


42  ATTO 

QmJ  mai  ragion  sopra  mia  man  pretendi  > 

Che  ricusasti  f 
Xrc.  lo  ricusai  la  morte  , 

Avvelenato  il  nappo 

Sibari  avea  ,  fu   suo  consiglio  ancora  , 

La  tentata  rapina  .  Egli  è  1'  autore , 

D   ogni   mio  fallo  . 
Sem.  Non   più  :   per  ora 

Non   voglio  esaminar  qua]  sìa  V  indegno  . 

Olà,  si  dia  della  battaglia  il  segno,  («) 

SCENA   ULTIMA. 

Mìrteo  ,  Scital ce  ,  e  detti  >  e  poi 
Tamiri  . 


Àu 


Tarn,    xxli  fermati  Mirteo.  (2)  Sai  eli'  io  non  voglio 

Più  vendetta  da   te  . 
JUir.  Vendico  i  miei  , 

Non  i  tuoi   torti  .  È  un  traditor  costui  , 

Mentisce  il  nome,  egli  s'appella  Idreno  * 

Egli  la   mia  germana 

Dall'  Egitto  rapì  . 

Sibari  lo  conobbe  ,  egli  V  afferma  < 
Sib    (   Ahimè  !  ) 
Scit.  Tu  mi  tradisci  , 

Perfido  amico  , 

In  questo  foglio  ,  vedi 

S'ella  fu,  s'io  son  reo. 

Sibari  lo  vergò  ,  leggi  Mirtea  .  (3) 


(i     Fa   sul  trono  col   suo  corteccio  .  Suonano 
le  trombe  . 

(2)  Mentre  stanno  per  cimentarsi  * 
Qi)  Gli  consegna  il  papiro. 


~\ 


SECONDO.  43 

Sib.  (/Wraoip  .  ) 
Sem.  (  Che  foglia-  è  quello  ?  ) 
Mir.  Amico  1  dreno 

Ad  altro  amante  in  seno  9 
Semiramide  tua  porti  tu  stesso  j 
1/  insidia  è  al  Nilo  appresso  .  Ella  che  brama 
Solo  esporti  al  periglio 
Di  doverla  rapir  _,  ti  finge  amore  , 
Fugge  con  te  ,  ma  col  disegno  infoi  me  > 
Di  privarti  di  vita  , 
E  poi  trovarsi  unita 

yl  quello  ,  a  cui  l3  astringe  il  genio  antico  « 
Fieni  y  ha  di  te  pietà  Sibari  amico  . 
Sem.  Stelle  ,  che  inganno  orrendo  l 
Mir.  Ah  Nino  ,  e  questi 

Un  traditor  :  dal  labbro  suo  si  tragga 
A  forza  il  ver  . 
Sem.  (  Se   qui  a  parlar  1'  astringo 

Al  popolo  mi  scopre .  )  In  chiuso  loco 
Costui  si  porli 
Sib.  A  che  portarmi  altrove  ? 

Qui  parlerò  . 
Mir.         Resti  . 
Ire  Si  senta  , 

Sib.  Udite  . 

Sem.  (  Oh  Dio  .  ) 

Sib.  Semiramide  amai  .  Lo  tacqui  :  intesi 

L?  amor  suo  con  Sci  talee  .  A  lei  concessi 
Aggio  a  fuggir  :  quauio  quel  foglio  afferma 
Finsi  per  farla  mia  . 
Scit.  Ah  perfido  !  (  che  feci  I  ) 
Sib.  Udite  :  ancora 

Molto  mi  resta  a  dir  . 
Sem.  Sibari  ,  basta  . 
Ire.  No  .  Pria  si  chiami  autor© 


44  ATTO 

De'  falli  apposti   a  ine  . 
Sib.  Tutti  son   miei  . 
Sem.  Basta  ,  non  più  . 
Sib.  No  ,  iion  mi  basta  . 
Sem,  (  Oh  Dei  !  ) 
Sib.  Giacché  perduto  io  sono  , 

Altri  lieto  non  sia  .  Popoli  ,  a  voi 
Scopro  un'inganno,  aprite  i  lumi:  ingombra 
Una  femmina  imbelle  il  vostro  impero  . 
Sem.  Taci  .  (  è  tempo  d'  ardir  .  )  Popoli  ,  è  vero  (1) 
Semiramide  io  sono  ;  del  figlio  in  vece 
Regnai  finor  ,  ma  per  giovarvi   intenta  . 
Assiria  istessa  il  dica 
Dica  per  me  ,  se  mi  provò  fin  ora 
Sotto  spoglia  fallace  , 

Ardita  in  guerra  ,  e  moderata  in  pace  } 
Se  sdegnate  ubbidirmi  ,  ecco  depongo 
Il  serto  mio  .   (2) 
Se   ai  tanti   sguardi 
Dell'  attonita  terra  , 

Il  miglior  de'  Regnanti  ancor  non  sono  , 
Ripigliatevi   Assiri  il   vostro   trono  . 
Se  non  nacqui  al   miglior  sesso 

L?  Asia  ho  vinta  ,  e  Assiria   doma  : 
Agli  allor  della  mia  chioma  , 
Deve  il  trono  il  suo  splendor  . 
Coro . 
Qual  sorpresa  !   un  cuor  più  fiero 
Mai  non  ebbe  un.uora  più  forte. 
Non  paventa  dslla  sorte  , 
Non  vacilla  il  suo  valor  . 


(1)  S'  alza  in  piedi  sul  trono  . 
(a)  Depone  la  corona  sul  trono . 


SECONDO.  <5 

Sem.     Idolo  mio  ,  s'  egli   è  pur  vero  ,  (1) 
Clie  son  degna   di    tua   fede  , 
Non  mi   curo  d'altro  impero, 
Purché  regni  nel   tuo  cor  * 
Mir.   Mia  germana   .   .   . 
Sem.  Ah  mio  Mirteo  ! 

Scit.  Deli  perdona   .   .   . 
Sem.  Ah  non   sei    reo  ! 

Deli  venite  a  questo  seno  (2) 
Di   mie  cure  o  dolci   oggetti  : 
Ab  !   frenar  cotanti   affetti 
Più  possibile  non  è  .  B 

Ire    Lasciatemi   svenar   Sibari  ,  e  poi 
Al  Caucaso  natio  torno  contento. 
Sem.  D'  ogni  esempio  maggiori  , 

Principe  ,  i  casi   miei  ,   vedi   che  sono, 
Sia  maggior  d'ogni  esempio  anche  il  perdono  . 
Coro . 
Viva  lieta  e  sia   Regina 
Chi  finor  fu  nostro  Re  , 
Sem.  Soa\i  eccenti 

Nuovi  contefàti 
Accendan  V  anima 
Di  puro  ardor  . 
Torni  col   giubilo 
La  pace  al  cor» 
Scit.  Oh  Dio?  Tauri!  ri 

Coli5  idol  mio  sdegnato  , 
Io  ti  promisi  amor  * 


(  1  )  A  Scitalce  . 

(2^  A  Mirteo ,  e  Scitalce  . 


46  ATTO 

Tarn.  Tolgano  i  Numi 

Ch'  io  turbi  un  si  bel  nodo  !  in  questa  mano 
Ecco  il  premio  ,  Mirteo  ,  da  te  bramato  . 
Scit.  Anima  generosa  . 
Mir.  Oh  me  beato! 
Sem»  Chi  mai  provò  d!  questi 

Più  lieti  ,  e  dolci  istanti, 
Più   fortunali   amanti 
Che  vidi  mai  finor  ? 
a  4» 
Chi  mai  provò  ec. 
Coro  . 
Donna  illustre  ,   il  ciel  destina 

A  te  regni  ,  imperi  a  te  . 
yiva  lieta  ,  e  sia  Regina  , 
Chi  finor  fu  nostro  Re . 
Tutti . 
Lieti  concenti 

S?  odano  intorno  , 
]Ne  mai   più   turbino 
Tormenti   il  cor  . 
Giubbili  P  anima 
Di  vivo  ardor  . 


FINE